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L’emergenza Carditello: quale futuro per per un grande monumento dei Beni Culturali italiano

Idee chiare per Carditello
Le Associazioni “Pianeta Cultura”, “Tecnomedia” e il Circolo “Lega Ambiente ” di Casapesenna, d’intesa con esponenti del mondo universitario, sono particolarmente interessate alle vicende di Carditello, come rivela la presenza fattiva durante le aperture straordinarie nel periodo in cui il bene era posto all’asta, quando fu presentata una mostra sulla fondazione del Real Sito e con un’intensa azione di comunicazione nel web.

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Si è chiusa la convenzione per il deposito dell’Archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali presso l’Archivio di Stato di Avellino

Il giorno 19 giugno 2015 alle ore 12,30 in Avellino presso il complesso monumentale dell’ex Carcere borbonico (nella sala conferenze provinciale, accesso pedonale via De Marsico) a conclusione della giornata di studio “Gli archivi privati: conservazione, descrizione e valorizzazione” – organizzata dall’Archivio di Stato, dalla Soprintendenza archivistica per la Calabria e la Campania e dall’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, sez. Campania – sarà presentata alla stampa l’importante iniziativa di collaborazione pubblico/privato per la salvaguardia di uno straordinario patrimonio culturale: l’archivio storico delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Da alcuni anni l’archivio storico è sottratto alla consultazione dagli studiosi, dal momento che l’edificio che lo ospita è collocato nel perimetro di cantiere di un’imponente opera di trasformazione urbana. Il dott. Gianni Lettieri, presidente del Consiglio di amministrazione della società “Le Cotoniere spa” proprietaria dell’archivio, conscio dell’importanza del patrimonio culturale posseduto ed al fine di garantirne ampia fruizione e valorizzazione, ha chiesto pel tramite del Soprintendente archivistico la custodia temporanea della documentazione presso l’Archivio di Stato di Avellino, che ha assicurato la più ampia disponibilità.

L’avviata collaborazione tra pubblico/privato potrebbe anche consentire il riordino, l’inventariazione, l’indicizzazione e la digitalizzazione dell’imponente complesso documentario, grazie all’elaborazione di apposito progetto a valere sui fondi europei gestiti dalla Regione Campania, costituendo così una preziosa occasione di lavoro per archivisti liberi professionisti

L’archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali, attualmentecontenuto in circa 700 scatole di grande formato, consentirà ai ricercatori di ricostruire la storia dell’industria tessile campana (e non solo, basti pensare alle Manifatture cotoniere d’Africa attive dal 1936 al 1963) che fin dagli inizi dell’Ottocento per il ciclo di produzione accentrata in grandi fabbriche, per la moderna attrezzatura e per il numero degli operai impiegati, ebbe un posto di primissimo piano nella vita industriale del Sud dell’Italia.

Sarà possibile arricchire di nuovi studi la già copiosa bibliografia, approfondendo numerose linee di ricerca: sulla generazione di “capitani d’industria” stranieri, soprattutto svizzeri ma anche tedeschi, protagonisti di una vera rivoluzione industriale, emigrati insieme alle proprie famiglie ed a gruppi di tecnici specializzati nella lavorazione del cotone; sulle modifiche dei territori su cui sorsero le fabbriche, determinando l’abbandono delle antiche produzioni della lana, del lino, della seta; sulla nascita attorno al sistema industriale di città-fabbrica spesso di micro- dimensioni, con asili, scuole, case e villini per i dirigenti, chiese per il culto, a volte un cimitero per i membri della comunità straniera.

Sarà possibile approfondire la marcia dei lavoratori campanipartita anche dall’industria cotoniera per conquistare un più avanzato livello di tutele, normative e salariali, col riconoscimento di diritti primari elementari. Un percorso che risulterà particolarmente aspro e difficile, avviato nel 1897 dal grande sciopero delle filatrici, e nel quale a lungo si registreranno molte più sconfitte che conquiste, considerando la sproporzione delle forze in campo e la dura intransigenza politica di un padronato di antica tradizione capitalistica.

Tutta da ricostruire la decadenza del settore, che con accelerazioni fortissime a partire dal secondo dopoguerra in avanti, realizzerà un’autentica desertificazione dell’industria cotoniera tradizionale. La fase discendente dell’industria cotoniera s’accentuerà sempre più dagli anni 1950- 1960 in avanti, per precipitare negli anni Settanta e raggiungere il punto limite alla fine degli anni Ottanta.

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