Attività del COSME (Centro-Osservatorio sul Mezzogiorno d’Europa), Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. La piattaforma, gli archivi digitali, le collane editoriali, i prototipi di ricerca

Il COSME è un Istituto Interdipartimentale di Ricerca dell’Università della Campania, nato nel 2014, è convenzionato con le Direzioni Generali del MIC di Formazione e Ricerca e degli Archivi.
Ha stipulato convenzioni, altresì, con le Biblioteche Nazionali di Roma e di Napoli, con l’ICAR, con l’ICCU e con altri istituti del MIC, con diverse Università italiane e con Università straniere (Sorbona, Autonoma di Madrid, Magonza).
Il COSME si è specializzato in tre diversi percorsi:

  1. la ricerca scientifica i cui risultati sono pubblicati in collane editoriali del MIC;
  2. i progetti competitivi vinti su fondi europei;
  3. la realizzazione di prototipi di ricerca: ontologie, story telling, musei virtuali.

La ricerca scientifica.

La convenzione con le due Direzioni Generali del MIC del 2015 (che è attualmente in corso) promuoveva la nascita di due Collane editoriali e di una Rivista: Alle origini di Minerva trionfante (COSME-Direzione Generale degli Archivi); Monumenti-documenti dell’identità europea (COSME-Direzione Generale di Formazione e Ricerca); Mo.Do. digitale, Rivista di Storia, Scienze umane e Cultural heritage (COSME-Direzione Generale di Formazione e Ricerca). Le Collane e la rivista sono provviste di un comitato scientifico di università italiane ed europee, il responsabile scientifico è il prof. Giuseppe Cirillo, ordinario di Storia Moderna presso l’Università della Campania che è anche Direttore del COSME.

Sono state prodotte, dalla stipula della convenzione, 12 monografie su importanti temi di studio: le corti europee, i cerimoniali, i rituali dei Borbone Napoletani e d’Europa; la funzione dei siti reali dei Borbone di Spagna e di Napoli.

Vi sono progetti di ricerca in corso tra il COSME, il Centro di Ricerca di Versailles e l’Università Autonoma di Madrid per un’esplorazione complessiva delle fonti sui Borbone d’Europa a partire da Filippo V.
I volumi delle collane ed i fascicoli della rivista sono scaricabili in pdf sul sito del COSME (cosme.unicampania.it, Cfr. pubblicazioni)

I progetti di ricerca ed i POR del COSME

Siti Reali Borbonici Napoletani.

Il POR (Valorizzazione del fondo archivistico di S. Leucio dell’Archivio della Reale Amministrazione dello Stato di Caserta sito nella Reggia di Caserta) iniziava il 29-7-2013 e terminava alla fine del 2016.

A presentare il progetto, alla Regione Campania, era il Dipartimento di Studi Politici J. Monnet dell’allora Seconda Università degli Studi di Napoli.
I soggetti partecipanti erano: la Direzione Regionale per i Beni Culturali e paesaggistici della Campania; la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Caserta e Benevento.

Il progetto prevedeva la parziale digitalizzazione e la messa in rete su piattaforma digitale delle fonti dell’Archivio Storico della Reggia di Caserta, la fruizione delle immagini, caricate sulla piattaforma, da parte di istituti del MIBACT o di altri singoli studiosi.

Nel 2014 veniva creato il COSME, all’interno della Seconda Università della Campania, anche allo scopo di realizzare il progetto.
Nella esecuzione del progetto si creavano:

  • due laboratori: uno interno al Dipartimento di Studi Politici; il secondo all’interno della Reggia di Caserta, adiacente gli spazi dove era collocato l’Archivio Storico (composto da tre postazioni fisse di computer e da due scanner);
  • una sala server all’interno del Dipartimento di Studi Politici.
    Subentravano nel 2015 le convenzioni tra il COSME e le Direzioni Generali del MIBACT.

In particolare, nel 2016, veniva stipulata una apposita convenzione tra il COSME e l’ICAR per stabilire la corretta messa in rete su piattaforma digitale delle fonti digitalizzate. L’ICAR effettuava intanto un controllo sui metadati archivistici dei documenti che venivano immessi sulla piattaforma a norma SAN e conforme ai criteri che imponeva EUROPEANA.

L’ICAR esprimeva la richiesta di ampliare il campione delle fonti caricate sulla piattaforma ad alta risoluzione allo scopo di rendere questa completamente standardizzata ai criteri di EUROPEANA. Questa richiesta venne accolta. Ora il COSME aveva acquisito i planetari nei propri laboratori, per cui furono scannerizzate altre 15.000 immagini che si aggiungevano al campione precedente.

Oggi sulla piattaforma del COSME sono presenti circa 170.000 immagini di documenti dell’Archivio Storico della Reggia di Caserta, di cui circa 20.000 ad alta risoluzione.

È la parte della documentazione più significativa (completamente attinente a quella che era stata individuata nel progetto) dell’Archivio Storico della Reggia di Caserta.

Perché questa proporzione tra immagini a bassa ed alta risoluzione eseguita dal COSME?

Il problema è dovuto alla “pesantezza” dei fasci o volumi in pdf caricati sulla piattaforma. Per assicurare un’ampia fruizione ogni fascio è stato monitorato in base alla dimensione in modo che possa essere aperto ed eventualmente scaricato. Quindi si caricano soprattutto fasci a bassa risoluzione il cui “peso” in Mb è stato monitorato, fascio per fascio, dai tecnici del COSME per verificarne l’apertura. Ovviamente, l’apertura dei pdf, anche a bassa risoluzione, richiede la presenza della “fibra”.

Invece, la parte della documentazione ad alta risoluzione dell’Archivio Storico, era per adattare i fasci caricati sulla piattaforma alle norme di EUROPEANA.
D’altronde non poteva essere che così. Su tutte le piattaforme digitali italiane ed europee compaiono solo campioni limitati di immagini ad alta risoluzione. Il problema è costituito dall’enorme “pesantezza” informatica di queste immagini che non ne permette una facile fruizione.

Le conclusioni del progetto e la presentazione della piattaforma venivano apprezzate dalle Direzioni Generali dell’ex MIBACT e dalla Regione Campania con una importante presentazione pubblica.

Nel 2018 veniva licenziata anche la parte teorica del progetto. Usciva un volume in inglese, mio e di un ingegnere informatico (Emblems of Power in the Europe of the Bourbons. Semantic Research Paths on Historical Archives, Roma, Ministero dei Beni Culturali. vol. Documenti/monumenti dell’identità europea. Collana MIBACT, 2018), che ripercorreva un percorso scientifico di ontologia (percorsi di intelligenza artificiale applicati agli archivi) costruito sulle fonti e sulla letteratura dei Borbone d’Europa. Era un lungo lavoro di semantica storica – devo molto ai colleghi francesi del Centro di Versailles – che valorizzava a livello interdisciplinare le fonti e la letteratura esistente sui Borbone (fra cui le fonti archivistiche dell’Archivio Storico della Reggia di Caserta) alla ricerca delle metafore e delle analogie simboliche che si erano attribuiti. Questo anche per i Borbone di Napoli, quando decidono di puntare sull’identità di principi italiani e sull’eredità dei Farnese. Nelle ultime 60 pagine vi era la costruzione di un prototipo matematico di ontologia, da parte di un collega ingegnere, che partiva dai simboli politici individuati nella prima parte del volume.

L’inventario dell’Archivio Storico della Reggia di Caserta è stato redatto da Imma Ascione ed Elvira Loffredo (L’Archivio Storico della Reggia di Caserta, Rivista di Terra di Lavoro, a. I, n. 3, ottobre 2006, pp. 33-53).
La documentazione dell’Archivio Storico contiene 6 soggetti produttori (cfr. l’inventario):

  1. Caserta;
  2. Carditello e Calvi;
  3. S. Leucio;
  4. Durazzano;
  5. Valle;
  6. L’archivio postunitario di Capodimonte dei Savoia.

Parte dei primi 5 archivi sono stati digitalizzati seguendo l’inventario dell’Ascione e della Loffredo.

Volumi licenziati dal COSME e dal MIC, che hanno utilizzato le fonti dell’Archivio Storico della Reggia di Caserta:

L’Archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali

Il Centro Interdipartimentale di Ricerca COSME (Centro Osservatorio sul Mezzogiorno d’Europa) ha ottenuto il patrocinio ed un parziale finanziamento dalla Direzione Generale degli Archivi (Bando della Direzione Generale degli Archivi del 7 gennaio 2016) per il progetto di Inventariazione, digitalizzazione e messa in rete dell’Archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali.

L’archivio storico delle Manifatture Cotoniere Meridionali è stato depositato in custodia temporanea (ex art. 43 d. lgs 42/2004) presso l’Archivio di Stato di Avellino su iniziativa della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania; il complesso archivistico industriale – dichiarato di interesse storico particolarmente importante fin dal 1983 – è stato così sottratto al rischio di dispersione prefigurata dalla sua collocazione del vecchio opificio, interessato da una importante trasformazione urbanistica in centro commerciale.
Il progetto del COSME si è articolato nelle seguenti fasi:

  1. I collaboratori del COSME, regolarmente contrattualizzati, hanno prelevato la documentazione riposta nelle oltre 600 scatole trasferite dal privato proprietario nei depositi dell’Archivio di Stato di Avellino ed hanno provveduto a collocare su idonei scaffali, messi a disposizione dall’amministrazione archivistica. Nel corso di tale operazione si è tentato di ricostruire l’ordinamento realizzato da un gruppo di lavoro della Soprintendenza (cfr. L’archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali: un contributo per la storia di una fabbrica del Mezzogiorno, a cura di M. R. Strazzullo, Napoli 1986). Il lavoro di ricostruzione è stato particolarmente difficoltoso perché il complesso archivistico è risultato completamente disordinato, probabilmente a causa di una decennale trascuratezza e di una serie di traslochi all’interno della struttura industriale delle MCM.
    Al termine di questa sono stati ricostruiti 4 fondi archivistici:

    • L’Archivio storico delle MCM (inventario M. R. Strazzullo, 1986);
    • Archivio contemporaneo MCM (inventario U. Della Monica, 2004);
    • Canapificio del Volturno (inventario di Della Monica, 2004);
    • Manifatture d’Africa (inventario di Della Monica, 2004).

    In particolare per il primo fondo dell’Archivio storico sono stati redatti ulteriori inventari analitici delle serie più consistenti: Copia lettere, Campionari di Tessuti; Libri mastri. La redazione di questi inventari analitici è stata possibile grazie alla collaborazione degli archivisti dell’Archivio di Stato di Avellino, che hanno controllato ed ordinato e descritto le tre specifiche serie, garantendo fin dagli inizi del 2018  la consultazione dell’Archivio Storico delle MCM, anche se parziale.

  2. Contrattisti del COSME hanno digitalizzato parti consistenti dei fondi dell’Archivio Storico delle MCM: complessivamente sono state realizzate oltre 30.000 immagini, relative a circa 60 fasci dei Copia lettere; 6 fasci dei Campionari di tessuti; alcuni Libri mastri. Le immagini dei fasci digitalizzati sono state consegnate all’Archivio di Stato di Avellino per allestire apposite postazioni informatiche per la consultazione senza prelievo dai depositi.
  3. Il COSME ha creato una piattaforma digitale specifica per l’Archivio delle MCM. Sono state implementate circa 20.000 immagini e gli inventari su citati. I volumi digitalizzati, forniti di specifici metadati sono stati messi in rete nel sito – già attivo in modalità sperimentale – e validati da parte dell’ICAR per gli standard delle digitalizzazioni, dei metadati elaborati e per l’architettura complessiva. Per accedere alla piattaforma ed all’archivio digitale delle MCM basta entrare sul sito del COSME: unicampania.it e cliccare piattaforma.
  4. Il COSME ha pubblicato il L’Italia a cento anni dalla Grande Guerra. Miti, interpretazioni, politiche industriali, a cura di Giuseppe Cirillo, Roma, Mibact, 2017, inquadrato soprattutto nella congiuntura della Grande Guerra uscito nella collana de3la Direzione Generale degli Archivi.

Nel volume e nella piattaforma si sono aggiunte delle sezioni sulle fonti delle MCM provenienti dall’Archivio di Stato di Salerno, curate da Renato Dentoni Litta.

Al progetto hanno collaborato, oltre gli archivisti dell’Archivio di Stato di Avellino e di Salerno, circa 25 persone, fra cui più di 10 docenti e ricercatori di diverse università italiane.

Dai primi mesi del 2018 l’Archivio Storico delle MCM è consultabile presso l’Archivio di Stato di Avellino

Archivi digitali in costruzione
  • Archivio della cartografia borbonica;
  • Archivio della cartografia della protoindustria del Regno di Napoli.

La costruzione di prototipi di ricerca attuali.

Il COSME, negli ultimi anni, sempre in convenzione con le Direzioni Generali del MIC richiamate, si è dotato di laboratori sofisticati, grazie ad alcuni progetti competitivi vinti e si è specializzato nella realizzazione di alcuni prototipi di ricerca applicati ai Beni Culturali.

Gli archivi digitalizzati e messi in rete sulla piattaforma del COSME, per la loro grande importanza qualitativa, sono stati alle base della costruzione dei prototipi di ricerca.

In particolare, il COSME ha in fase di realizzazione:

  • servizi intelligenti, basati su piattaforme distribuite per la conservazione, accesso, gestione, sicurezza, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale;
  • servizi di presentazione dei documenti tramite metodologie di storytelling automatiche e intelligenti basato su informazioni semantiche, calibrate per i beni culturali, scientificamente documentate.
  • servizi intelligenti basati su tecnologie di geo-referenziazione, per la costruzione personalizzata e possibilmente automatizzata di itinerari turistici;
  • realizzazione di musei virtuali.

Gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono i seguenti:

  • fornire uno strumento virtuale per l’accesso e la fruizione dei beni culturali anche a distanza;
  • realizzare un sistema che permetta di creare percorsi di fruizione e visita dei beni culturali che si adattino agli scopi e al pubblico che accede alla visita, utilizzando tecnologie basate sulla semantica, sull’intelligenza artificiale e lo storytelling automatico;
  • creazione di un sistema che permetta di correlare automaticamente, e in funzione del contesto di fruizione, informazioni provenienti da fonti distribuite ed eterogenee. Questo al fine di adattare le informazioni correlate ai beni e ai percorsi di visita in funzione del tipo di utenza, della locazione geografica dei beni visitati (realmente o virtualmente), dell’esperienza e dalle esigenze dell’utenza’;
  • creazione di un sistema per l’archiviazione dei beni digitalizzati e per la gestione delle informazioni legati ai beni culturali che rispetti le norme vigenti in ambito nazionale ed internazionale; che permetta l’interoperabilità tra le fonti, in particolare per quanto riguarda gli standard archivistici di Librerie, Archivi e Musei; che utilizzi le architetture di Cloud Computing ed Internet Of Things per la collezione, la memorizzazione e la gestione delle informazioni digitalizzate;
  • fornitura di strumenti per permettere la valorizzazione di beni culturali tramite l’utilizzo di tecnologie di realtà virtuale ed aumentata.

In particolare, si sta elaborando un progetto che porterà alla costruzione di alcuni musei virtuali dei Siti Reali borbonici Napoletani. Si è già proceduto alla ricognizione delle fonti e della letteratura presente in Italia e nei paesi europei e si sta costruendo un primo prototipo virtuale concernente i siti napoletani provvisto di percorsi narrativi e storytelling costruite a livello interdisciplinare.