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Rivista di Storia, Scienze umane e Cultural Heritage

Anno II, N. 3-4 2021 (Rivista integrale in pdf)

Rivista semestrale di storia, scienze umane, cultural heritage

Sezione I
Profili scientifici

Introduzione

  • Géopolitiques des Révolutions d’un nouveau monde (1770-1830), Pierre Serna
    Gli studi rivoluzionari traggono non poco beneficio da nuovi approcci metodologici che collocano tali processi in nuove temporalità ed in spazi che vanno al di là dei soli contesti nazionali nei quali hanno avuto luogo le singole trasformazioni politiche. Come per i processi di costruzione degli Stati, anche le rivoluzioni si intersecano e, senza ripetersi, sviluppano una loro coerenza per un periodo di lunga durata. Allo stesso modo, l’importanza degli sconvolgimenti avvenuti dopo il 1763 induce a riflettere sul ruolo assunto dalle colonie nell’avvio delle trasformazioni europee. Pertanto, le stesse nozioni di inizio e di fine delle rivoluzioni diventano più complesse, così come i concetti di centri e periferie assumono connotati più fluidi. In questo nuovo scenario storiografico, il ritorno allo studio approfondito di carriere politiche e di percorsi biografici assume nuovamente un’importanza cruciale.
    Parole chiave: Rivoluzioni repubblicane, cronologie rivoluzionarie, Imperi coloniali, segreto e repubblica, geopolitica della rivoluzione
    Revolutionary studies benefit greatly from being situated in new temporalities and in spaces that go beyond the individual national contexts in which the relevant political transformations took place. Like the state-building processes, revolutions intersect and, without repeating themselves, develop their own coherence over a long period. Similarly, the importance of the upheavals that took place after 1763 leads one to reflect on the role of the colonies in beginning European transformations. Thus, the notions of beginning and end of revolutions become more complex, like the concepts of centres and peripheries. In this new historiographical scenario, the return to the precise study of political careers and biographical paths assumes crucial importance.
    Key words: Republican revolutions, revolutionary chronologies, colonial empires, secrecy and republic, geopolitics of revolution
Parte I
Nuovi approcci scientifici (fasc. I)
  • D’une révolution à l’autre (1776-1830), Annie Jourdan
    Primo punto di riferimento del XIX secolo per quanto riguarda i processi rivoluzionari, la Rivoluzione francese (1789-1799) ha avuto un grande impatto in Europa e nel mondo. Questo è ben noto e molto spesso fin troppo enfatizzato dagli storici francesi. Tuttavia, i suoi principi ebbero molto a che fare con quelli della guerra d’indipendenza americana (1775-1783), la cui influenza internazionale non può essere sminuita. Grazie alle guerre e alle conquiste continentali, non sempre volute dal governo francese, ma dai suoi generali (in primis Napoleone Bonaparte), l’influenza della Francia si estese con le armi in Svizzera, in Italia e, anche se in maniera meno accentuata, nei Paesi Bassi. Eppure, durante le successive ondate rivoluzionarie, quelle degli anni 1820-1830, altri modelli spodestarono quello francese o si combinarono con esso, creando così originali costellazioni politiche. Tutto ciò è riscontrabile nelle Costituzioni che furono approvate a seguito delle nuove ondate in diversi paesi europei.
    Parole chiave: Rivoluzioni europee, Rivoluzione francese, Stati Uniti, Costituzione, Bill of rights.
    First benchmark during the 19th century as far as revolutions were concerned, the French Revolution (1789-1799) had a great impact in Europe and in the world. This is well-known and very often far too much emphasized by French historians. However, its principles had much to do with those of the American War of Independence (1775-1783), whose international influence cannot be minimized. Thanks to the continental wars and conquests, not always wished by the French government, but by its generals – as first, Napoleon Bonaparte – this French influence was forced upon Switzerland, Italy, and, although less strongly, upon the Netherlands. And yet, during the following waves, in the 1820’s-1830’s, other models ousted the French one or combined with it, so to create original constellations. This is perceptible in the constitutions the new revolutionary wave implemented in several European countries.
    Key words: European revolutions, French Revolution, United States, Constitution, Bill of rights.

  • Race, couleur, sang. La République au défi des castes pendant la Révolution de Saint-Domingue, Bernard Gainot
    La parola “razza” ha una connotazione poco chiara nella Francia del XVIII secolo. Le società coloniali classificarono le loro popolazioni in base al colore della pelle. Gli uomini che conquistarono la libertà, in qualità di principali vittime della legislazione segregativa, parlavano di préjugé de couleur (pregiudizio del colore). Le basi coloniali furono profondamente scosse a partire dal 1793 dalla “Rivoluzione dei Colori”. La Repubblica ha cercato di trovare un equilibrio tra il popolo nero, il popolo bianco e i meticci, e spesso ha propugnato la loro ibridazione. In tempi di crisi, la guerra dei colori si è scatenata nuovamente. Il vecchio razzismo di sfruttamento legato al sistema di produzione schiavista non scomparve. Dopo il tentativo di riconquista di Santo Domingo nel 1802, esso fu in procinto di essere soppiantato da un razzismo di sterminio, che prendeva di mira la gente di colore, ma anche i bianchi, come hanno dimostrato i massacri avvenuti subito dopo l’indipendenza nel 1804. Da quel momento in poi, lo status sociale e la cittadinanza sono stati legati alla razza piuttosto che al colore.
    Parole chiave: pregiudizio del colore, rivoluzione dei colori, razzismo di sfruttamento, razzismo di sterminio, miscegenazione
    The word “race” is highly unspecified in 18th-century France. Colonial societies categorise their populations according to skin colour. The freed people, as the main victims of segregative legislation, talk about préjugé de couleur (colour prejudice). The colonial foundations have been deeply shaken from 1793 onwards by the Revolution of Colours. The Republic seeks to strike a balance between the Black people, White people and half-caste people, and often advocates for interbreeding. In times of crisis, the war of colours unleashes once again. The old racism of exploitation linked to the slavery system of production has not disappeared. After the attempt to reconquer Saint Domingue in 1802, it is in the process of being supplanted by an extermination racism, which targets the coloured people, but also the white people as shown by the slaughters just after the Independence in the year 1804. From that time onwards, social status and citizenship become linked to race rather than colour.
    Key words: colour prejudice, colour revolution, exploitative racism, extermination racism, miscegenation.y

  • Il Congresso di Vienna in prospettiva atlantica. La Conferenza di Parigi sulla contesa della Banda Oriental, Viviana Mellone
    L’articolo si concentra sulla Conferenza di Parigi sulla Banda Oriental (1816-1819), trattativa diplomatica che si occupò di regolare la contesa ispano-portoghese della regione omonima compresa fra gli attuali Uruguay e Brasile. La Conferenza è assunta quale punto di vista efficace per osservare come gli attori istituzionali europei agirono per conservare o reinventare i legami politici, ideologici e culturali con le colonie ispanoamericane nella fase di disgregazione degli imperi. La ricerca intende restituire la reale proiezione di tali soggetti nello spazio atlantico, mettendo in discussione la visione teleologica delle rivoluzioni che ha dato risalto alla mobilitazione nazionalistica, lasciando in ombra le altre dinamiche connesse alle rivoluzioni stesse. A questo scopo, saranno analizzati e confrontati lo spazio atlantico “reazionario” immaginato dalla Spagna e gli spazi atlantici “liberali” teorizzati da Francia e Russia.
    Parole chiave: Restaurazione, Congresso di Vienna, spazio atlantico, crisi dell’impero spagnolo, Banda Orientale
    The article deals with the Paris Conference on the Banda Oriental (1816-1819), the summit which solved the question of the aforementioned region (between Uruguay and Brazil) disputed by Spain and Portugal. The Conference is taken as an effective point of view to see how European states acted in order to maintain or reinvent the existing political, cultural and ideological boundaries with the Hispanic-American colonies during the falling of the old empires. The research aims at investigating these powers’ actual projection in the Atlantic space, questioning the teleological perspective on revolutions which has always given prominence to the national mobilization while neglecting other dynamics linked to the revolutions. To do so, the “reactionary” Atlantic space envisioned by Spain and the “liberal” Atlantic spaces envisioned by French and Russia will be discussed and compared.
    Key words: Restauration, Vienna Congress, Atlantic space, Spanish Empire crisis, Banda Oriental.

Parte II
Nuovi spazi d’analisi (fasc. II)
  • Fra isole, coste e progetti federali: quando il Mediterraneo era al centro della rivoluzione, Paolo Conte
    Se il 1798 fu l’anno in cui la campagna d’Egitto permise alle armate francesi di sbarcare sulle coste opposte del Mediterraneo, già negli anni precedenti il ruolo di tale bacino nella Rivoluzione fu molto significativo. Sin dalla formazione della Repubblica, infatti, a Parigi si era guardato con interesse agli spazi meridionali, con particolare attenzione alla situazione dell’isola di Corsica ed allo scontro con l’Inghilterra. Fu in questo scenario che anche la penisola italiana partecipò, sin dagli anni della Convenzione, alle vicende rivoluzionarie. L’articolo prova a ricostruire tale partecipazione prima concentrandosi sulle conseguenze degli sbarchi francesi avvenuti a Napoli ed in Sardegna nell’inverno 1792-1793, poi riflettendo sui fermenti presenti in Sicilia, infine analizzando i motivi militari ed i risvolti geopolitici dell’attenzione repubblicana nei confronti della costa ligure. Inoltre, queste dinamiche mediterranee ebbero delle ripercussioni importanti anche negli anni del Triennio, influenzando l’elaborazione di progetti federali europei da parte dei più importanti patrioti italiani.
    Parole chiave: Mediterraneo, patriottismo italiano, diplomazia repubblicana, Corsica, Federalismo europeo.
    If 1798 was the year in which the Egyptian campaign allowed the French armies to land on the opposite coast of the Mediterranean, in the preceding years the role of this basin in the Revolution had already been very significant. Since the formation of the Republic, Paris had been looking with interest at southern areas, with particular attention to the situation of the island of Corsica and the clash with the English monarchy. In this scenario also the Italian peninsula participated in the events of the revolution since the years of the Convention. This article attempts to reconstruct this participation by first focusing on the consequences of the French landings in Naples and Sardinia in the winter of 1792-1793, then by reflecting on the turmoil in Sicily, and finally by analysing the military reasons and geopolitical implications of the republican attention to the Ligurian coast. Moreover, these Mediterranean dynamics also had important repercussions in the years of the Triennio, influencing the elaboration of European federal projects by the most important Italian patriots.
    Key words: Mediterranean, Italian patriotism, republican diplomacy, Corsica, European federalism

  • A workers’ international behind the Irish Rising of 1798? James Coigly, the Irish, Scottish and English popular movements and the Republican Federation project (1797-1798), Mathieu Ferradou – Tim Murtagh
    Nel quadro della “Ribellione” irlandese, il 7 giugno 1798 il prete cattolico James Coigly, componente della Società degli Irlandesi Uniti, fu impiccato per alto tradimento a Pennington Heath, nel Kent. Oggi Coigly è in generale poco ricordato, se non nella memoria locale che lo celebra come martire innocente condannato ingiustamente. Tuttavia, la memoria popolare che seguì immediatamente la sua esecuzione, così come le prove d’archivio, mostrano un quadro molto diverso: Coigly era davvero un repubblicano rivoluzionario e un protagonista di primo piano di un’organizzazione transnazionale che unì lavoratori irlandesi, inglesi e scozzesi in un progetto comune volto ad incoraggiare una rivolta simultanea nelle isole britanniche per stabilire repubbliche indipendenti, unite e federate della Francia. Ripercorrendo la storia sia dell’amaro fallimento dei tentativi del 1798, sia della memoria apologetica che ha sepolto sotto un velo di dimenticanza Coigly e la prima internazionale dei lavoratori, questo articolo si propone di mettere in discussione la storiografia prevalente che ritiene che l’insurrezione del 1798 non abbia avuto connotati sociali.
    Parole chiave: Irlanda, James Coigly, Defenders, Società degli Irlandesi Uniti, United Britons
    On 7 June 1798, James Coigly, Catholic priest, Defender and United Irishman, was hanged at Pennington Heath, Maidstone, Kent, for high treason in the context of the Irish «Rebellion». Coigly is little remembered today, except in local memory as an innocent martyr unjustly condemned. However, the popular memory that immediately followed his execution as well as the archival evidence show a very different picture: Coigly was indeed a revolutionary republican and a key-actor behind a truly transnational organisation uniting Irish, English and Scottish workers in a joint project of a simultaneous rising in the British Isles to establish independent republics, united in a federation with France. In uncovering this narrative from the bitter failure of 1798 and from the apologetic memory that buried Coigly and this first workers’ international under a veil of forgetfulness, this article questions the prevalent historiography holding that the 1798 Rising did not include a social component.
    Key words: Ireland, James Coigly, Defenders, United Irishmen, United Britons

  • Competizione imperiale, repubblicanesimo e reti transfrontaliere: la Rivoluzione francese nel Paese Basco spagnolo, Andoni Artola Renedo – Alvaro Aragón Ruano
    Lo scopo dell’articolo è rivisitare l’impatto della Rivoluzione francese nel Paese Basco spagnolo in una prospettiva transnazionale. Tradizionalmente, gli studiosi hanno sottolineato la natura controrivoluzionaria della reazione del popolo basco all’invasione repubblicana della parte spagnola della regione avvenuta nel 1794. Tuttavia, l’occupazione francese aprì anche uno scenario di opportunità per un gruppo di patrizi e mercanti, che erano in parte baschi francesi e del bearnese, per consolidare le loro reti commerciali transnazionali e proporre la creazione di un’area costiera politicamente unificata nel Paese Basco sotto la protezione della Repubblica francese. Nonostante il fallimento di questo progetto repubblicano, gli eventi hanno costituito un punto di svolta nella storia basca, in quanto hanno inaugurato virtualmente una rivendicazione politica in corso nella regione.
    Parole chiave: Guerre rivoluzionarie, Impero spagnolo, Paesi Baschi, commercio, repubblicanesimo
    The aim of this paper is to revisit the impact of the French Revolution on the Spanish Basque Country from a transnational perspective. Scholarship has traditionally underlined the counter-revolutionary nature of the Basque people’s reaction towards the republican invasion of the Spanish side of the region in 1794. However, the French occupation also opened a context of opportunities for a group of patricians and merchants, which were partly French Basques and Béarnaise, to consolidate their transnational trade networks and to propose the creation of a politically unified coastal area in the Basque Country under the protection of the French Republic. Despite the failure of this republican project, the events constitute a turning point in Basque history, as long as they virtually inaugurate an ongoing political claim in the region.
    Key words: Revolutionary Wars, Spanish Empire, Basque Country, Trade, Republicanism

  • De la révolution de Genève à la révolution en Dauphiné: existe-t-il des «révolutions montagnardes»?, Jean-Loup Kastler
    L’articolo si propone di ricostruire una genealogia del fenomeno rivoluzionario nel XVIII secolo che si distingue dalla lettura interpretativa conosciuta come “rivoluzioni atlantiche”. Il suo obiettivo è discutere la pertinenza di un nuovo percorso di riflessione per la ricerca storica, cioè quello delle “rivoluzioni montagnarde”. Allo stato attuale dei lavori, questo modello è organizzato principalmente intorno all’affiliazione tra la rivoluzione di Ginevra e gli inizi della Rivoluzione francese nel Delfinato. L’articolo poggia su un modello repubblicano che associa l’aspirazione all’indipendenza locale a una considerazione critica del liberalismo economico. Secondo la prospettiva di questo articolo, tale modello potrebbe essere esteso anche ad altri territori come la Corsica o la Repubblica di San Marino. Esso è legato alla critica dei sistemi economici imperiali e alla globalizzazione economica avvenuta alla fine del XVIII secolo.
    Parole chiave: Indipendenza, Delfinato, Montagna, solidarietà, patriottismo
    The objective of this article is to propose a genealogy of revolutionary phenomenon in the 18th century which distinguishes itself from the classical frame of interpretation known as “Atlantic revolutions.” This article discusses the pertinence of a new path of reflection for historical research, namely those of “mountain revolutions.” In the current state of our work, this model is organized principally around the affiliation between the revolution of Geneva and the beginnings of the French revolution in Dauphiné. The article rests on a republican model that associates a quest for local independence to a critical regard of economic liberalism. As we suggest in this article, this model could be extended to other territories such as Corsica or the Republic of San Marino. It is tied to the critique of imperial economic systems and the economic globalization that occurred at the end of the 18th century.
    Key words: Independence, Dauphiné, Mountain, solidarity, patriotism

Sezione II
Problemi storiografici, di scienze sociali ed umane
  • L’impero prima dell’Impero: il mondo atlantico e l’accumulazione del capitale imperiale, Francesco Dendena
    Come ripensare le prospettive di ricerca del mondo atlantico dopo la fine della Guerra dei Sette Anni? Quali nuovi percorsi interpretativi possono essere in grado di collegare il mondo imperiale e coloniale settecentesco con l’altra esperienza imperiale europea, nata invece dagli sconvolgimenti della Rivoluzione? In queste pagine, la recensione dell’ultimo libro di Alan Forrest, The death of the French Atlantic, diventa l’occasione per presentare un’analisi più ampia delle evoluzioni storiografiche degli ultimi tre decenni, richiamando l’attenzione sui rischi associati a una sottostima dei fenomeni e delle dinamiche di scambio politico che si intrecciano su entrambe le sponde dell’Atlantico. In particolare, l’intervento vuole suggerire la ricchezza euristica di un percorso di ricerca che si interessi al processo di accumulazione del “capitale imperiale”, inserendolo all’interno di una griglia di lettura secolare e globale. Questo nella convinzione che sia impossibile capire i caratteri e le modalità dell’esperienza coloniale del XIX secolo senza cogliere la pesante eredità in termini di pratiche e di cultura politica che lascia il portato napoleonico e il primo impero francese, le cui vicende strutturano tutta la seconda metà del XVIII secolo.
    Parole chiave: Storia Atlantica, Storia Imperiale, Storia della Storiografia, Guerra dei Sette anni, Impero napoleonico
    How can we rethink the historiography of the Atlantic world after the end of Seven Years War? What new interpretative paths can be capable of linking the eighteenth-century imperial and colonial world with the European imperial experience, born from the upheavals of the revolution? In these pages, the review of Alan Forrest’s latest book, The death of the French Atlantic, becomes an opportunity to present a broader analysis of the historiographical evolutions of the last three decades, drawing attention to the risks associated with an underestimation of the phenomena and dynamics of political exchange that are woven on both sides of the Atlantic. In particular, the text suggests the heuristic richness of a research track that is interested in the process of accumulation of the “imperial capital” which Napoleonic France will benefit from, going beyond the usual chronological limits and capable of uniting in a single interpretative path on a world scale the events ranging from the Seven Years War to the beginning of the second colonial experience of the 19th century.
    Key words: Atlantic history, Imperial History, Historiography, Seven Years War, Napoleonic Empire.

  • Medicina e rivoluzione: la rivoluzione della medicina, Giuseppe Armocida
    L’articolo individua alcuni punti nodali che caratterizzarono, nei primi decenni dell’Ottocento, la frattura col passato avvenuta in medicina. In particolare: il superamento della separazione tra medicina e chirurgia, l’abbandono della “teoria degli umori”, la nuova identità anatomo-patologica alle malattie localizzate negli organi e negli apparati. Elemento simbolico di questa “rivoluzione” è lo stetoscopio cilindrico di Laennec che favorì l’approdo di nosologia e nosografia nella nuova diagnosi clinica.
    Parole chiave: Teoria degli umori; Organi e apparati; Laennec; Malattia; Diagnosi
    The essay identifies the critical moments that, in the first decade of the 19th century, mark the move away from the past in the field of medicine. These include: the end of the separation between medicine and surgery; the end of the “theory of humors”; a new type of identification for diseases focusing on the anatomy and pathology of the body, therefore on organs and systems. The key symbol of this “revolution” is the cylindrical stethoscope created by Laennec, which helped to develop nosology and nosography for clinical diagnoses.
    Key words:Theory of Humors; Organs and Systems; Laennec; Disease; Diagnosis

  • Le metafore della malattia in alcuni recenti studi, Concetta Falcone e Giovanni Altadonna
    Nell’articolo si evidenzia la malattia come esperienza comune degli umani “narrata” attraverso le testimonianze, i diari, le lettere private, senza prescindere dalla sua connotazione di “accidente”. Vengono affrontate le dicotomie corpo/mente, stirpe/decadenza, consunzione fisica/morale, percezione personale/collettiva del dolore, entusiasmo interventi-sta/sofferenza della trincea per arrivare, mediante la medicina “narrativa”, dalla paura della morte alla rigenerazione della cura.
    Parole chiave: Malattia; Narrazione; Cura; Guerra; Dolore
    In this essay, not only is focus put on the disease as a common experience to all humans that is narrated through testimonies, diaries, and private letters, but also on its possible connotation as an “accident”. This paper tackles the following dichotomies: body vs mind, lineage vs ruin, physical vs moral ruin, individual vs collective perception of pain, an interventionist enthusiasm vs a suffering in the trenches. All these dichotomies lead to an evolution from the fear of death to the regeneration of a cure, through the process of the “narrative” of medicine.
    Key words:Disease; Narrative; Cure; War; Pain

Sezione III
Il dibattito storiografico contemporaneo
ISSN: 2784-868X

MO.DO.

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