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Archivi

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Archivio storico della Reggia di Caserta

L'Archivio Storico della Reggia di Caserta, istituito per volontà di Ferdinando IV di Borbone con Real Dispaccio del 25 Maggio 1784,  - in cui dispone che: “gli atti siano situati col dovuto ordine cronologico e quindi custoditi come in un Reale archivio”- conserva un insieme di fondi archivistici che comprendono poco più di diecimila buste e volumi, con documenti che coprono un arco temporale dal sec. XV alla metà del sec. XX. Il nucleo principale dell'Archivio raccoglie la documentazione prodotta dagli organi dell'Amministrazione Reale borbonica degli stati di Caserta, S. Leucio e Carditello dal 1750 al 1860. Le unità archivistiche documentano i rapporti economici e amministrativi della committenza reale con i dirigenti, i tecnici, i fornitori, gli artisti e le maestranze mobilitate per le “Fabbriche Reali” ed offrono informazioni capillari sui lavori, sui costi e sul personale impegnato nella realizzazione della Reggia e dei Siti Reali.Da citare il fondo archivistico “Atti Notarili”, 402 volumi di protocolli (sec. XV-XVII), che rappresenta una fonte preziosa per lo studio della storia socio-economica del territorio prima dei Borbone. La restante parte di quasi cinquemila unità fra buste e volumi (1860-1950), documenta la gestione dei siti reali ex-borbonici transitati, dopo l'unità d'Italia, alla nuova casa regnante fino al momento della loro retrocessione al demanio statale. Gli atti degli anni successivi documentano prevalentemente la gestione patrimoniale e manutentiva della Reggia e del parco. Attualmente la Reggia di Caserta ed il COSME stanno realizzando un progetto di ricerca sulla parte dell’archivio che riguarda la colonia di S. Leucio, con la digitalizzazione e la messa in rete su server per la ricerca semantica dei documenti.


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Archivio Storico delle Manifatture Cotoniere Meridionali

Il Mezzogiorno in epoca borbonica ebbe uno sviluppo industriale determinato in gran parte dai provvedimenti legislativi del 15 dicembre 1823 e del 20 novembre 1824, che crearono una fortissima barriera protettiva a difesa della produzione nazionale, creando una sorta di "serra" in cui le industrie meridionali ebbero la possibilità di svilupparsi. Grandi progressi fece in particolare l'industria cotoniera che, per il ciclo di produzione in via di progressivo accentramento nelle fabbriche, per la moderna attrezzatura e per il numero degli operai impiegati, ebbe un posto di primissimo piano nella vita industriale del Sud dell'Italia. Nel XIX secolo l'economia in particolare della provincia di Salerno conobbe una forte crescita. Grazie ad una serie di "capitani d'industria" stranieri, soprattutto svizzeri ma anche tedeschi, il settore tessile si sviluppò enormemente a Fratte di Salerno sul fiume Irno e a Scafati sul fiume Sarno. Si trattò di una vera rivoluzione industriale: negli insediamenti salernitani saranno in sostanza introdotti, dall'esterno, fattori organizzativi e produttivi che indurranno uno sviluppo accelerato e di un rilievo mai prima d'allora conosciuto.


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Cartografia Borbonica


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