COSME

Centro Osservatorio sul Mezzogiorno d'Europa

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F. Barra-A.Puca (a cura di), Antonio Sancio. Platea di Carditello, Roma, 2018

 

A cura di: F. Barra – A. Puca
Editore: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Luogo e anno di pubblicazione: Roma, 2018

 

Volume XIII

G. Cirillo (a cura di), L’Italia a cento anni dalla Grande Guerra. Miti, interpretazioni, politiche industriali, Roma, 2017

A cura di Giuseppe Cirillo

A cura di: G. Cirillo
Editore: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Luogo e anno di pubblicazione: Roma, 2017

Volume XII

 

 

Seminario 8 giugno. Piattaforme digitali per i Beni Culturali della Campania

Lo stato moderno Napoletano e l’Europa borbonica: storiografia e fonti

Nel 2016 cadono i trecento anni dalla nascita di Carlo di Borbone, uno dei sovrani più importanti dell’Europa del ‘700.

Un re molto longevo, prima diventato sovrano di Napoli (1734), poi di Spagna (1759), che vedrà la piena applicazione delle riforme illuministiche nei suoi Regni.

Il seminario internazionale del 5 e 6 dicembre 2016, voluto dal Dipartimento di Scienze Politiche J. Monnet e dal COSME si inserisce nelle celebrazioni organizzate dal Comitato di cinque atenei Campani, fra cui l’università della Campania Luigi Vanvitelli.

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A. Di Falco, La pratica decide non già la teorica. Giovan Nicola Del Mercato, la baronia di Cilento e il buon governo del territorio (sec. XVII), Roma, 2016

A cura di: A. Di Falco
Editore: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Luogo e anno di pubblicazione: Roma, 2016

Volume XI

G. Rescigno (a cura di), Lo Stato dell’Arte. Le corporazioni nel Regno di Napoli dal XV al XVIII secolo, Roma, 2016

A cura di: G. Rescigno
Editore: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Luogo e anno di pubblicazione: Roma, 2016

Volume X

Il giorno 3 agosto, presso il comune di S. Tammaro, alla presenza del ministro D. Franceschini, è stato siglato l’accordo di valorizzazione per l’ex Sito Reale di Carditello.

E’ un passo importante  per il recupero, la valorizzazione e la futura fruizione  di uno dei più importanti siti reali borbonici che, in questo momento, costituisce insieme a Pompei ed alla Reggia di Caserta, una delle emergenze dei Beni Culturali italiani.

I soggetti coinvolti in questo accordo di valorizzazione – presenti il ministro Dario Franceschini, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, il indaco Emiddio Cimmino, il prefetto Arturo De Felice- oltre al comune di S. Tammaro (nel cui territorio rientra il Sito Reale di Carditello) ed al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, sono la Regione Campania e la prefettura di Caserta.

Il COSME e la Seconda Università degli Studi di Napoli sono molto sensibili al problema della valorizzazione del Sito Reale  ed hanno promosso uno studio organico sugli archivi di Carditello sia del periodo preunitario che del periodo postunitario.

I due tomi del volume sul Sito Reale di Carditello saranno pubblicati nella Collana del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Alle origini di Minerva trionfante entro il gli inizi del 2017.

L’emergenza Carditello: quale futuro per per un grande monumento dei Beni Culturali italiano

Idee chiare per Carditello
Le Associazioni “Pianeta Cultura”, “Tecnomedia” e il Circolo “Lega Ambiente ” di Casapesenna, d’intesa con esponenti del mondo universitario, sono particolarmente interessate alle vicende di Carditello, come rivela la presenza fattiva durante le aperture straordinarie nel periodo in cui il bene era posto all’asta, quando fu presentata una mostra sulla fondazione del Real Sito e con un’intensa azione di comunicazione nel web.

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Si è chiusa la convenzione per il deposito dell’Archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali presso l’Archivio di Stato di Avellino

Il giorno 19 giugno 2015 alle ore 12,30 in Avellino presso il complesso monumentale dell’ex Carcere borbonico (nella sala conferenze provinciale, accesso pedonale via De Marsico) a conclusione della giornata di studio “Gli archivi privati: conservazione, descrizione e valorizzazione” – organizzata dall’Archivio di Stato, dalla Soprintendenza archivistica per la Calabria e la Campania e dall’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, sez. Campania – sarà presentata alla stampa l’importante iniziativa di collaborazione pubblico/privato per la salvaguardia di uno straordinario patrimonio culturale: l’archivio storico delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Da alcuni anni l’archivio storico è sottratto alla consultazione dagli studiosi, dal momento che l’edificio che lo ospita è collocato nel perimetro di cantiere di un’imponente opera di trasformazione urbana. Il dott. Gianni Lettieri, presidente del Consiglio di amministrazione della società “Le Cotoniere spa” proprietaria dell’archivio, conscio dell’importanza del patrimonio culturale posseduto ed al fine di garantirne ampia fruizione e valorizzazione, ha chiesto pel tramite del Soprintendente archivistico la custodia temporanea della documentazione presso l’Archivio di Stato di Avellino, che ha assicurato la più ampia disponibilità.

L’avviata collaborazione tra pubblico/privato potrebbe anche consentire il riordino, l’inventariazione, l’indicizzazione e la digitalizzazione dell’imponente complesso documentario, grazie all’elaborazione di apposito progetto a valere sui fondi europei gestiti dalla Regione Campania, costituendo così una preziosa occasione di lavoro per archivisti liberi professionisti

L’archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali, attualmentecontenuto in circa 700 scatole di grande formato, consentirà ai ricercatori di ricostruire la storia dell’industria tessile campana (e non solo, basti pensare alle Manifatture cotoniere d’Africa attive dal 1936 al 1963) che fin dagli inizi dell’Ottocento per il ciclo di produzione accentrata in grandi fabbriche, per la moderna attrezzatura e per il numero degli operai impiegati, ebbe un posto di primissimo piano nella vita industriale del Sud dell’Italia.

Sarà possibile arricchire di nuovi studi la già copiosa bibliografia, approfondendo numerose linee di ricerca: sulla generazione di “capitani d’industria” stranieri, soprattutto svizzeri ma anche tedeschi, protagonisti di una vera rivoluzione industriale, emigrati insieme alle proprie famiglie ed a gruppi di tecnici specializzati nella lavorazione del cotone; sulle modifiche dei territori su cui sorsero le fabbriche, determinando l’abbandono delle antiche produzioni della lana, del lino, della seta; sulla nascita attorno al sistema industriale di città-fabbrica spesso di micro- dimensioni, con asili, scuole, case e villini per i dirigenti, chiese per il culto, a volte un cimitero per i membri della comunità straniera.

Sarà possibile approfondire la marcia dei lavoratori campanipartita anche dall’industria cotoniera per conquistare un più avanzato livello di tutele, normative e salariali, col riconoscimento di diritti primari elementari. Un percorso che risulterà particolarmente aspro e difficile, avviato nel 1897 dal grande sciopero delle filatrici, e nel quale a lungo si registreranno molte più sconfitte che conquiste, considerando la sproporzione delle forze in campo e la dura intransigenza politica di un padronato di antica tradizione capitalistica.

Tutta da ricostruire la decadenza del settore, che con accelerazioni fortissime a partire dal secondo dopoguerra in avanti, realizzerà un’autentica desertificazione dell’industria cotoniera tradizionale. La fase discendente dell’industria cotoniera s’accentuerà sempre più dagli anni 1950- 1960 in avanti, per precipitare negli anni Settanta e raggiungere il punto limite alla fine degli anni Ottanta.

G. Angelini-G.Cirillo-G.M. Piccinelli (a cura di), L’Unità d’Italia vista da S. Leucio. I Siti Reali borbonici, Caserta e Terra di Lavoro nel processo di unificazione nazionale (Atti del convegno e mostra cartografica e documentaria. S. Leucio, 6 Aprile-2 Maggio 2011), Roma, 2013

A cura di: G. Angelini

G. Cirillo

G.M. Piccinelli

Editore: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Luogo e anno di pubblicazione: Roma, 2013

Volume IX

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